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Storia delle Comunità Online

Definire cosa sia esattamente una comunità online non è semplice. Piuttosto che scegliere una definizione rigorosa sarà piuttosto il caso di aprire un orizzonte di senso sulla parola osservando come al suo interno riescano a convivere anche esperienze molto diverse.

Internet naque con il progetto 'Arpanet' intorno al 1967-68 per il Pentagono come uno strumento per favorire le comunicazioni in caso di attacco militare nucleare sovietico; si volevano eliminare i centri di comando e di controllo radiofonici perché erano facilmente individuabili dai missili nemici e si voleva creare una struttura di comunicazione che permettesse, qualora si fosse interrotta la comunicazione in un punto, di passare da un altra parte; qui nasce il concetto iniziale della rete: una struttura senza centro dove le informazioni passano, a caso, da una delle migliaia di possibili interconnessioni tra i punti; una struttura per il trasporto di informazioni, E' divertente scoprire che, immediatamente, nelle idee dei primi pionieri della rete, nasce la prima comunità virtuale che è una bacheca elettronica dove i ricercatori del progetto 'Arpanet' si scambiano opinioni su 'Star-trek' e sulla fantascienza. Immediatamente, questa utilizzazione della rete diventa molto più importante di quanto non fosse l'uso per cui la stavano progettando; anche in questo caso, originario, questa struttura che doveva servire al trasporto di informazioni, diventa un luogo dell'abitare telematico, un'estensione della nostra corporeità.

Una delle prime comunità online, tuttora "viventi" fu The Well, iniziata come una bacheca di messaggi, fondata da Stewart Bren e Larry Brilliant nel 1985. C'erano molte persone e tutte diverse tra loro: per lo più intellettuali, che non a caso adesso sono alla guida delle più importanti riviste o gruppi di tendenza on line. Gente libera che non si sottometteva alle regole o convinta che quelle regole andassero cambiate, gente molto legata agli ideali degli anni sessanta. La comunità e' stata il luogo ideale per incubare un gruppo libertario come la "electronic frontier foundation." Poi, dal 1994, The Well si sgancia dalle Bbs e sbarca in Internet grazie a Bruce Katz . Oggi e' considerata la più influente aggregazione virtuale, perché affronta argomenti tra i più disparati. Si è sviluppata enormemente e conta, oggi, più di settanta,ottantamila aderenti. Dentro questa comunità virtuale vi sono più di 270 conferenze: da conferenze dove ci si scambiano consigli sull'educazione dei figli ("Essere genitori") a piazze virtuali molto più serie sulle nuove tecnologie, oppure su questioni varie del sapere. Studiando 'Well', Rheingold è stato il primo che ha formulato l'idea che le comunità virtuali potessero rivoluzionare radicalmente le nostre relazioni e l'ordinamento sociale tradizionale; The well risponde ancora a quelle che sono le prerogative fondamentali di una comunità virtuale, in quanto riesce a dare ai suoi membri un vero e proprio senso di appartenenza.

Howard Rheingold, uno dei più noti studiosi al mondo dei fenomeni comunitari nati su Internet, sosteneva che l'osservazione di questo tipo di fenomeni ci da costantemente il polso dello stato di salute della rete.
Un tempo la rete era una sola grande comunità,la comunità degli accademici e degli studiosi che sapevano usarla e che giorno per giorno contribuivano a crearla. Il confluire di Interessi commerciali sul suo sviluppo ha enormemente allargato le sue frontiere allo stesso tempo frazionando a dismisura quella compattezza iniziale. Sul principio della comunità di interessi la rete ha avuto un grandissimo impulso produttivo: appassionati di ogni campo dello scibile hanno trovato sul web uno spazio adattissimo al reperimento e alla condivisione delle informazioni raccolte; del resto la storia ci dice che il web è nato al CERN di Ginevra proprio per questo. Il primo mattone comunitario del Web è stato allora il fenomeno delle homepage. Comunque il fatto di sapere che su qualche sito qualcuno costantemente si occupava di pubblicare ed aggiornare informazioni di un certo tipo già di per sé costituiva il senso di una costruzione comunitaria.
I primi membri delle comunità virtuali vengono descritti da Rheingold come dei "giovani iconoclasti che avevano visto svanire nel nulla la rivoluzione dell'LSD e fallire quella politica". Questi "iconoclasti" pensavano di costruire attraverso le reti telematiche un luogo protetto, una sorta di riserva nella quale far regnare i valori della democrazia e della libertà. In pochi anni quella riserva è divenuta uno spazio, un ciberspazio, un luogo virtuale disponibile ad accogliere grandi masse di persone.

Secondo Pierluigi Orlando, le piccole reti, le comunità virtuali, e tutti quegli spazi culturali di "aggregazione telematica" possono essere inquadrati come manifestazioni di un bisogno di identificazione in questo vasto e soprattutto dispersivo mondo virtuale.

http://www.cern.ch , All'origine del Web
http://www.well.org , La comunità online
http://www.rheingold.com , Howard Rheingold homepage
http://www.eff.org , Electronic Frontier Foundation editore
http://www.mediamente.rai.it , Intervista a Paolo Ferri

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